Pietre Miliari > Mese Mariano


La sera del 24 gennaio del 1900 fu rappresentata, per la prima volta, "'O mese mariano" di Salvatore Di Giacomo. Il grande poeta napoletano volle mettere in scena quest'atto unico, al San Ferdinando, " ...per provare a se stesso e agli altri come si potesse concepire artisticamente, finemente un lavoro destinato a scene ed ambienti dialettali."
Quest'opera riscosse, al teatro di Pontenuovo, un successo a dir poco clamoroso. Qualche critico dell'epoca, rimproverò al Di Giacomo di aver fatto rappresentare non un' opera inedita, bensì una rielaborazione di una sua vecchia novella, ed esattamente la novella si chiamava "Senza volerlo", tratta dal volume "Mattinate napoletane" , scritta nel 1884 . Non era, però, questo, l'unico caso di una commedia del di Giacomo, tratta da una novella; era successo anche con la "Assunta Spina" che era stata tratta dalla novella omonima dal volume "Rosa Bellavita". Resta comunque il fatto che sia 'O mese mariano che Assunta Spina, in genere sono delle splendide commedie, e il successo riscosso é stato senz'altro meritatissimo. Carmela Battimelli (splendidamente impersonata da Marietta Del Giudice) é una povera ragazza che, sedotta da un uomo senza scrupoli, si ritroverà incinta ed abbandonata. Conoscerà, poi, un altro uomo che, dopo averla sposata, la costringe ad allontanare dalla sua casa il figlio della colpa che per lui rappresenta il continuo ricordo del burrascoso passato della donna. Carmela, col cuore in frantumi, accompagna il figliolo all'albergo dei Poveri e lo affida alla carità delle suore. Saltuariamente, la povera donna si reca a far visita al suo bambino ed in una di queste occasioni ella incontra un uomo, don Gennaro, vecchio amico (magistralmente impersonato dal marito della Del Giudice), e a lui racconta la sua storia. Mentre la sventurata attende che venga chiamato il figliolo, una suora (Annetta Lazzari), con circospezione, avverte l'economo don Gaetano (nella stupenda interpretazione di Giuseppe Cecchi) che il figlio della poveretta é morto. Dopo un attimo di commozione, Carmela é invitata a far visita al figliuolo in un altro giorno, non essendo possibile in quel momento, in quanto i bambini sono in chiesa per le funzioni religiose del mese Mariano. Sicché la povera Carmela Battimelli, affranta, si decide ad andare via, per poi far ritorno un altro giorno, e sulle ultime parole della donna:

Ll'avevo purtato 'na sfugliatella
...
s'e fatta fredda

risponde, rifulgendo in tutta la sua grande arte e bravura, il Cecchi, che trasmette allo spettatore, tutta la commozione e la pietà verso quella povera infelice che, ignara del dramma che si é consumato, é andata via con ingenua rassegnazione e senza nulla intendere. Salvatore Di Giacomo, su insistenza del Bartolomeo e del duca di Marigliano, allora propietario del Sannazaro, il 31 gennaio dello stesso anno la mise in scena al teatro di via Chiaia. Grande fu l'attesa del mondo culturale napoletano e del pubblico aristocratico del Sannazaro: era questo un esperimento nuovo, mai provato prima. Il grande Roberto Bracco caldeggiò questa rappresentazione, egli era convinto che avrebbe avuto lo stesso successo avuto al San Ferdinando. Vi centrò in pieno e la Del Giudice, la Lazzari e il Cecchi riscossero gli stessi applausi, recitando in maniera esemplare e rendendo quasi reale i personaggi di Carmela, della suora e dell'economo.

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